Papa Francesco alla CEI, monito su riforma dei processi matrimoniali

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Papa Francesco, aprendo i lavori della 73/ma Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana, ha rivolto un discorso a braccio dopo il breve saluto del Cardinale Presidente Gualtiero Bassetti.

Il Papa è ritornato all’applicazione dei motu proprio del 2015 ( Mitis Iudex Dominus Iesus e Mitis et Misericors Iesus ) che riordinano i processi matrimoniali, snellendo il processo ordinario e introducendo nei casi di manifesta nullità, nel processo breviore, la possibilità di rivolgersi direttamente al vescovo:

“Questa riforma processuale è basata sulla prossimità e sulla gratuità. Prossimità alle famiglie ferite significa che il giudizio, per quanto possibile, si celebri nella chiesa diocesana, senza indugio e senza inutili prolungamenti. Gratuità, rimanda al mandato evangelico secondo il quale “gratuitamente si è ricevuto e gratuitamente si deve dare”, per cui richiede che la pronunzia ecclesiastica di nullità non equivalga ad un elevato costo che le persone disagiate non riescono a sostenere.

La riforma però, ha segnalato il Papa con rammarico, “dopo più di quattro anni, rimane ben lontana dall’essere applicata nella grande parte delle diocesi italiane”. Una spinta riformatrice, ha ribadito “volta a mostrare che la Chiesa è madre ed ha a cuore il bene dei propri figli, che in questo caso sono quelli segnati dalla ferita di un amore spezzato”. Il buon esito della riforma per il Papa passa anche “attraverso una conversione delle strutture e delle persone”.